sabato 1 novembre 2014

Studi Interculturali

"YOU DON'T HAVE TO BURN BOOKS TO DESTROY A CULTURE. JUST GET PEOPLE TO STOP READING THEM." Ray Bradbury
(Non serve bruciare i libri per distruggere una cultura. Basta far sì che la gente non li legga.)

Capita che qualche volta, nonostante tutti cerchino di fartelo evitare in tutti i modi, qualcuno ti chieda di scrivere qualcosa. Capita che qualche vecchio amico sia fra i collaboratori della rivista trimestrale Studi Interculturali e che abbia bisogno di un "articolo generalista". Per farla breve, sul numero di Ottobre 2014 della rivista citata c'è anche un mio breve articolo sull'Adribus, ...ve lo ricordate? Il viaggio dello scorso autunno, fatto per lavoro, fra Italia e Balcani per il progetto Youth AdriNet. Se non ve lo ricordate è proprio il caso che andiate a leggede l'articolo!!
Lo trovate scaricabile gratuitamente a questo link:
(se siete dei maniaci della carta e volete assolutamente la copia stampata potete richiederla).
Altre info sulla rivista sulla pagina facebook: www.facebook.com/StudiInterculturali
Nel numero di Ottobre 2014, come negli altri numeri, molto articoli meno generalisti, anzi, molto specifici dedicati a molteplici ambiti letterari (letteratura ispanofona e anglofona principalmente, ma non solo) e a temi culturali e, spesso, interculturali. La rivista è gestita da alcuni docenti universitari e studiosi; viene prodotta da Mediterranea - Centro di Studi Interculturali, Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università degli Studi di Trieste. Molte altre info dettagliate nella pagina indicata.
Un GRAZIE speciale ai prof. Mario Faraone e Gianni Ferracuti per l'ospitalità.
Curiosità: "Il logo di Studi Interculturali è l'elaborazione grafica di un frammento conservato al Pergamon Museum di Berlino e proveniente dalla città di Ur. Racchiude in sé i contenuti simbolici della spirale e del cerchio. Numerose 'linee' provenienti da direzioni diverse, si raccolgono e si unificano, senza diventare una linea unica, e ruotano attorno a un cerchio che rimane 'vuoto', privo di decorazioni, inaccessibile nella sua dimensione ultima, però essenziale, come l'asse della ruota che consente il movimento ma resta fermo del suo punto centrale. E' la conoscenza, inesauribile, come processo corale che assedia il mistero e lo osserva da ogni punto di vista possibile, costruendone così il volto visibile nel tempo storico."
Fonte post degli autori sulla pagina ufficiale facebook.

Nessun commento:

Posta un commento

Grazie della visita, torna presto!

http://jo-wanderer.blogspot.it/2013/09/lavoretti-ferragosto.html